Ghiacciai alpini si stanno sciogliendo e potrebbero scomparire per fine secolo

Ghiacciai alpini si stanno sciogliendo e potrebbero scomparire per fine secolo

Ghiacciai alpini si stanno sciogliendo
Una delle gravi conseguenze del riscaldamento globale è quella che si registra anche per i ghiacciai alpini che nell’ultimo secolo hanno perso il 50% della loro area, di cui il 70% è sparito negli ultimi 30 anni.

Lo studio della Aberystwyth University nel Galles, denucia che se l’andamento continuerà con questo ritmo, entro la fine del secolo la maggior parte di queste catene montuose potrebbe scomparire, ma già entro il 2050 i ghiacciai al di sotto dei 3500 metri sparirebbero.

Allarma anche il danno che subirebbero gli ecosistemi alpini, il deflusso delle acque e il suo stoccaggio.

Dei 4 mila ghiacciai alpini europei destinati a sciogliersi, fanno parte importanti località sciistiche come Zermatt in Svizzera e Tignes in Francia.

Scioglimento dei ghiacciai alpini europei previsioni

“Tutti i ghiacciai alpini continueranno a diminuire nei prossimi decenni, e in effetti la maggior parte rischia di scomparire completamente entro la fine del secolo”, ammonisce il climatologo dell’ICTP Filippo Giorgi, uno degli autori del nuovo studio.

La ricerca dell’Università Aberystwyth ha riguardato l’intera regione delle Alpi europee e si basa su 200 anni di record e previsioni climatiche dal 1901 al 2100. I ricercatori hanno valutato la linea di equilibrio dell’altitudine” (Ela) ambientale dei ghiacciai, cioè quando la quantità di neve e ghiaccio che si accumula è uguale alla quantità che si scioglie o evapora in un periodo di un anno. Basandosi su tale modello i ricercatori hanno fatto le loro previsioni sulla probabilità di risposta dei ghiacciai al cambiamento climatico, che si aspettano sarà “rapida e altamente variabile”.

Il professore Neil Glasser, coordinatore del progetto “Change” finanziato dall’Unione Europea, ha sottolineato come i ghiacciai siano un indice importante del cambiamento climatico: “Se, come ci aspettiamo, vedremo questi modelli replicati su base globale, il ritiro dei ghiacciai di montagna avrà implicazioni significative per l’innalzamento del livello del mare. Ci saranno cambiamenti più grandi a venire, ma questa drammatica scomparsa dei ghiacciai dalle Alpi è uno degli effetti più immediati e visibili”.

E’ da attenzionare il dato sulle temperature medie degli ultimi 15 anni che sono la causa principale del rischio per la sopravvivenza dei ghiacciai.

Anche Legambiente e il Comitato Glaciologico Italiano (Cgi) denunciano la gravità della situazione.

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Conseguenze sull’ambiente causate dallo scioglimento dei ghiacciai

Le prime conseguenze dello scioglimento dei ghiacciai si riguarderanno la popolazione locale delle Alpi e le risorse idriche: Ciò avrà implicazioni per l’acqua potabile, i raccolti, l’irrigazione, i servizi igienico-sanitari e l’energia idroelettrica. La ricerca ha osservato che destinazioni sciistiche popolari come Zermatt, in Svizzera, il ghiacciaio Hintertux in Austria e il ghiacciaio La Grand Motte a Tignes, in Francia potrebbero scomparire.

Preoccupa anche lo stato di salute del Calderone, un ghiacciaio appenninico quasi del tutto scomparso e declassato a “glacionevato”, cioè un accumulo di ghiaccio di ridotta superficie, di limitato spessore e senza un moto di deflusso verso valle del ghiaccio.

La campagna glaciologica 2020, coordinata dal Comitato Glaciologico Italiano, ha confermato la tendenza trentennale di marcata contrazione delle masse glaciali del nostro Paese. Una tendenza che appare in accelerazione negli ultimi 15 anni, seppure con modalità e velocità differenziate nei vari settori alpini monitorati. Altro aspetto che emerge riguarda la frammentazione dei ghiacciai. In seguito alla deglaciazione i ghiacciai si stanno frammentando da un corpo glaciale in più parti separate.

(Fonti notizia: adnkronos.com; repubblica.it)

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