Nuovo farmaco anti HIV Leronlimab: funziona sulle scimmie macachi

Nuovo farmaco anti HIV Leronlimab: funziona sulle scimmie macachi

Un nuovo farmaco anti HIV chiamato Leronlimab funziona sulle scimmie macachi. E’ un anticorpo monoclonale sperimentale, in grado di prevenire l’infezione da HIV nelle scimmie, impedendo il contagio del virus del ceppo scimmiesco.

A preparare il farmaco è stato un gruppo di ricercatori dell’Oregon Health & Science University presso l’Oregon National dell’OHSU.

La ricerca è pubblicata su Nature Communications e uno degli autori, Jonah Sacha, dice che secondo i risultati ottenuti, il farmaco Leronlimab potrebbe essere utile a contrastare il virus HIV anche nell’uomo.

Come spiega Lishomwa Ndhlovu, autore dello studio e professore di immunologia alla Weill Cornell Medicine di New York: “I risultati del nostro studio indicano che il leronlimab potrebbe essere una nuova arma contro l’epidemia di HIV”.

L’esito di questo studio preclinico può aprire la strada a nuove cure, poiché si ha a disposizione uno strumento che è capace di imitare le mutazioni genetiche del co-recettore dell’HIV CCR5. Sono proprio le mutazioni di CCR5 (proteina presente sui globuli bianchi, serve al virus come recettore) che rendono alcuni individui immuni all’infezione da HIV e che hanno portato in parte alla guarigione di due casi.

Come funziona il farmaco anti HIV Leronlimab

Il farmaco sperimentale Leronlimab impedisce al virus HIV di entrare nelle cellule immunitarie tramite la proteina CCR5. Il farmaco è stato già studiato in fase 3 ed è iniettabile come potenziale trattamento nei pazienti già affetti da HIV, usato in combinazione con farmaci antiretrovirali. Il nuovo studio però ha valutato la potenziale azione di prevenzione di Leronlimab. E’ stato anche sviluppato per essere assunto tramite un’iniezione autosomministrata.

Negli esperimenti con questo anticorpo monoclonale, svolti su alcuni macachi, venivano date dosi di 50 mg per kilogrammo di peso corporeo ogni due settimane. L’esito è stato la completa protezione degli animali dalla forma scimmiesca del virus HIV. Mentre, in due casi di macachi che hanno ricevuto una dose più bassa (10 mg per kilogrammo a settimana) e nei macachi del gruppo di controllo, l’infezione non veniva bloccata.

E’ prevista una prima sperimentazione clinica sugli esseri umani entro il prossimo anno, ma con dosaggi probabilmente inferiori a quelli dei macachi poiché l’essere umano ha un quantitativo di proteina CCR5 inferiore rispetto alle scimmie.

(Fonte: Monoclonal antibody prevents HIV infection in monkeys, study finds)
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