Qualità dell’aria: quali sono i paesi peggiori?

Qualità dell’aria: quali sono i paesi peggiori?

Qualità dell’aria: quali sono i paesi peggiori nel mondo? Bangladesh, Chad e Pakistan sono ai primi tre posti per il basso livello di qualità dell’aria. Questo secondo i dati del un nuovo rapporto pubblicato dall’IQAir, un’azienda svizzera specializzata nel campo della protezione dagli inquinanti atmosferici e di prodotti per monitorare la qualità dell’aria.

A pubblicare la notizia è stata la CNN e altri vari siti.

Rapporto 2021 sulla qualità dell’aria mondiale

Il rapporto 2021 sulla qualità dell’aria globale, riporta una panoramica dello stato della qualità dell’aria che si basa sui dati rilevamento dei PM2,5 di 6.475 città in 117 paesi, regioni e territori in tutto il mondo. 

I dati sono stati raccolti da decine di migliaia di stazioni di monitoraggio regolamentari e a basso costo gestite da governi, organizzazioni senza scopo di lucro, istituti di ricerca, strutture educative, aziende e scienziati cittadini di tutto il mondo.

Su 6475 città analizzate solo 222 hanno mostrato un livello di qualità dell’aria sotto i limiti degli standard dettati dall’organizzazione mondiale della sanità. Mentre riguardo ai territori, solo tre riescono a soddisfare queste condizioni: la Nuova Caledonia, territorio francese d’oltremare nell’oceano Pacifico, Porto Rico e le Isole Vergini.

Al contrario, India, Pakistan e Bangladesh superano i limiti di almeno 10 volte.

Quali sono i paesi con migliore qualità dell’aria?

Tra i paesi con migliore qualità dell’aria ci sono: Regno Unito, Giappone, Canada, Australia e i Paesi scandinavi.

Ma, ad allarmare, secondo quanto spiega Dolphin Hammes, amministratore delegato di IQAir per il Nordamerica, è il particolato fine, ossia quella polvere atmosferica i cui “granelli” sono molto piccoli possono variare, il diametro, da pochi nanometri fino a 100 micrometri. Secondo Hammes il particolato fine uccide molte persone e i governi dei paesi più soggetti all’inquinamento atmosferico dovrebbero stabilire dei seri standard nazionali per la qualità dell’aria.

Qualità dell’aria in Italia

L’Italia è stata classificata al 67° posto nell’elenco fra i peggiori paesi per la qualità dell’aria, dopo Romania e prima di Cipro.

La Russia si è classificata all’80º posto, la Germania al 79º e gli Stati Uniti al 90º.

Quali sono gli standard della qualità dell’aria secondo l’OMS?

Da settembre 2021, secondo l’OMS il livello di concentrazione annuale di PM2,5 deve essere al massimo 5 µg/m³, con l’obiettivo finale di prevenire milioni di morti.

Il limite è stato aggiornato rispetto a quello di 15 anni fa che prevedeva concentrazioni annuali fino a 10 µg/m³.

PM2,5 da quali fonti sono generati

Le concentrazioni di PM2,5, in microgrammi per metro cubo (µg/m³) sono state selezionate come metrica standard per questo rapporto. Il PM2.5, il particolato costituito da particelle fini di aerosol di diametro pari o inferiore a 2,5 micron, è uno dei sei inquinanti atmosferici secondo criteri misurati di routine ed è comunemente accettato come il più dannoso per la salute umana a causa della sua prevalenza nell’ambiente e dell’ampia gamma di effetti sulla salute.

Il PM2,5 è generato da molte fonti e può variare nella composizione chimica e nelle caratteristiche fisiche. I costituenti chimici comuni del PM2,5 includono solfati, nitrati, carbone nero e ammonio. Le fonti umane più comuni includono motori a combustione interna, produzione di energia, processi industriali, processi agricoli, edilizia e combustione di legna e carbone residenziale

Le fonti naturali più comuni di PM2,5 sono tempeste di polvere, tempeste di sabbia e incendi.

(Fonte: Interactive global map of 2021 PM2.5 concentrations by city)
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