Lattoferrina e Covid: ultimi studi scientifici

Lattoferrina e Covid: ultimi studi scientifici

Lattoferrina e Covid: ultimi studi scientifici confermano l’utilità nel trattamento di pazienti positivi asintomatici o con lieve sintomatologia.

Lo studio clinico intitolato ‘Lactoferrin as Antiviral Treatment in Covid-19 Management: Preliminary Evidence’ è pubblicato sulla rivista scientifica ‘Journal of Enviromental Research and Public Health‘.

Risultati dello studio sull’impiego di integratori di lattoferrina

La ricerca ha approfondito il ruolo degli integratori di lattoferrina (compresse in formulazione liposomiale o in spray intranasale) nella prevenzione del Covid-19 e nel trattamento dei casi asintomatici o con lievi sintomi.

«L’idea di utilizzare la lattoferrina nei pazienti Covid-19 paucisintomatici e asintomatici è nata in relazione alle evidenze scientifiche già pubblicate nel 2011 sull’effetto protettivo della lattoferrina verso il SarsCov e sulle proprietà antivirali globali della molecola studiate e confermate, sia in vitro che in vivo, nell’ultimo decennio», precisa la professoressa Elena Campione dell’Università di Roma Tor Vergata. «Le prove di evidenza in vitro sull’effetto neutralizzante della lattoferrina sul Sars-Cov-2, già suggerite da vari gruppi di ricercatori sia in Italia che all’estero, hanno segnato una svolta decisiva, e sono state già confermate da simulazioni computazionali di docking e dinamica molecolare».

Dunque, agli studi precedenti si aggiungono ora i risultati di questa nuova ricerca condotta in collaborazione dalle Università di Roma Tor Vergata, Università La Sapienza di Roma e dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima).

Trattamento con lattoferrina senza effetti avversi

Lo studio è stato condotto utilizzando lattoferrina in capsule (Mosiac®, Pharmaguida) ed ha dimostrato come la sua somministrazione, da sola in pazienti asintomatici, o in associazione con altri farmaci in pazienti paucisintomatici o moderatamente sintomatici, può essere un efficace trattamento privo di effetti avversi nella gestione dell’infezione da Sars-CoV-2.
«Al di là dell’indiscutibile efficacia dei vaccini anti Sars-CoV-2, la grande diffusione dell’infezione associata a questo coronavirus richiede anche la disponibilità di agenti antivirali. La lattoferrina è nota possedere un‘attività antivirale. Infatti, quando è in contatto con il virus impedisce il suo ingresso all’interno della cellula e dunque la sua replicazione. La lattoferrina, inoltre, svolge una potente attività anti-infiammatoria ed anti-trombotica, funzioni essenziali nel trattamento del Covid-19», spiega Piera Valenti, professoressa Ordinario di Microbiologia dell’Università di Roma La Sapienza e Membro del Comitato internazionale di Esperti sulla lattoferrina.

La ricerca è stata portata avanti durante le fasi cruciali della pandemia, quando ancora non era stato appurato il meccanismo d’azione del virus nello scatenamento incontenibile della tempesta infiammatoria.

I risultati di questo nuovo studio clinico retrospettivo dimostrano che la tempestiva somministrazione orale di lattoferrina è utile nei pazienti Covid.

I pazienti asintomatici, paucisintomatici e moderatamente sintomatici sono stati trattati con un diverso numero di capsule (da 1 a 5) contenenti ciascuna 200 mg di lattoferrina (Mosiac®, Pharmaguida) a seconda della severità del Covid-19.

La professoressa Elena Campione spiega: «Nel nostro trial clinico sono stati studiati soggetti Covid-19 positivi asintomatici e paucisintomatci, trattati con 1 grammo al giorno di una formulazione liposomiale di lattoferrina per via orale e in formulazione spray intranasale, rispetto ad altri due gruppi di soggetti, di cui uno trattato con la terapia standard e l’altro gruppo di asintomatici in buone condizioni a domicilio senza trattamento».

Durata inferiore per la negativizzazione e mancanza di ospedalizzazione

I principali vantaggi riscontrati dai dati emersi sono una durata inferiore del tempo necessario alla negativizzazione del tampone molecolare in 82 pazienti trattati con lattoferrina (in media 14 giorni), rispetto a quello osservato in pazienti seguiti con terapia standard (27 giorni) e in 39 pazienti non trattati (32 giorni).

Altro importante punto riscontrato nello studio è la mancanza di ospedalizzazione nei pazienti trattati.

«Infine, – precisa la prof. Campione – dagli esami ematochimici dei soggetti trattati con supplementazione di lattoferrina è emerso un decremento dei valori di ferritina, di interleuchina 6 e del dimero del fibrinogeno. Questi studi possono proseguire grazie all’intervento della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale e in particolare del professore Emmanuele Francesco Maria Emanuele, che ha sostenuto in modo costante le nostre ricerche».

«Gli effetti del trattamento con lattoferrina sui sintomi Covid-19 sono stati osservati già dai primi giorni, con graduale scomparsa dell’alterazione o perdita del gusto (rispettivamente disgeusia e ageusia) e perdita dell’olfatto (anosmia). Anche i sintomi intestinali sono migliorati insieme ai dolori muscolari. Non sono stati rilevati eventi avversi dal trattamento».

Lattoferrina: maggiore efficacia con l’avanzare dell’età

E’ stato evidenziato dallo studio che c’è anche un legame fra maggiore efficacia del trattamento con lattoferrina, la significativa riduzione dei sintomi e l’età.

Poiché la lattoferrina viene sintetizzata sotto controllo ormonale, la sua produzione cala con l’avanzare dell’età. Pertanto i soggetti più anziani ne sintentizzano meno ed hanno maggiori beneficia dalla supplementazione della proteina esogena.

Questo studio fa seguito ad altre due pubblicazioni internazionali apparse a giugno 2021 su Frontiers in Pharmacology e ad agosto 2021 su Pnas riguardanti l’efficacia della lattoferrina in vitro nell’inibire l’infezione da Covid-19.

«Questa pubblicazione e questi dati sono molto interessanti – commenta il dottor Paolo Manzoni, direttore di Pediatria e Neonatologia dell’ASL di Biella – rendono ancora più significativo lo studio randomizzato prospettico contro placebo e in doppio cieco che abbiamo condotto col medesimo prodotto e che abbiamo appena terminato a Biella e Novara, per valutare se la lattoferrina può dare benefici clinici in pazienti già ospedalizzati per Covid-19. I risultati che saranno resi pubblici a breve, potrebbero ulteriormente integrare e completare quelli oggi disponibili riguardo a una possibile azione anti-Covid-19 della lattoferrina stessa».

Trattamento con lattoferrina suggerito per gli asintomatici e chi sviluppa sintomi lievi

I risultati forniscono così una possibile risposta a tutti coloro sono positivi al nuovo Coronavirus, ma sviluppano solo sintomi lievi da Covid -19 (raffreddore, dolori muscolo-scheletrici, alterazioni di gusto e olfatto o intestinali) o che restano asintomatici. Infatti, in tali casi, non ci sono indicazioni sul tipo di trattamento da seguire, che resta limitato di solito all’assunzione di generici antipiretici. Inoltre, è un modo come potenziare le difese immunitarie per prevenire l’infezione virale.

«Alle evidenze scientifiche che hanno trovato spazio in vari articoli sul possibile impiego della lattoferrina nei soggetti positivi al Sars-Cov-2, si aggiungono quindi i risultati appena pubblicati» , esordisce il professore Alessandro Miani, presidente Sima.

«Questi risultati, seppure preliminari, rafforzano il razionale nell’impiego della lattoferrina, sia in prevenzione, che nel trattamento dei soggetti paucisintomatici Covid positivi, affetti da comorbidità, ancorché vaccinati, per controllare gli effetti del virus sia nel breve che nel lungo periodo, ancora non del tutto chiariti. A tale riguardo, sono in corso ulteriori studi sul meccanismo d’azione della lattoferrina, nell’impedire la replicazione virale e l’invasione della cellula ospite e sul processo biochimico che sottende la funzione antivirale», conclude Miani.

Che cos’è la lattoferrina?

La lattoferrina è una glicoproteina presente in tutti i fluidi corporei e nelle mucose, rilasciata dai nostri globuli bianchi (neutrofili) come componente fondamentale della cosiddetta immunità innata. E’ in grado di bloccare direttamente l’infezione virale legandosi ai siti dei recettori virali e alle cellule dell’ospite impedendo che il virus le infetti. Si lega anche alla ben nota proteina Spike del Coronavirus. Inoltre, aumenta la risposta immunitaria sistemica all’invasione virale e ha funzioni antinfiammatorie indirette potendo legare anche il ferro libero che invece favorisce la replicazione del virus.

(Fonti: 
- Studio clinico. La lattoferrina è in grado di contenere gli effetti del Covid-19; 
- Covid, lattoferrina utile per asintomatici o sintomi leggeri: lo studio)
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