Diabete e rischio cardiovascolare: scoperta causa

Diabete e rischio cardiovascolare: scoperta causa

Diabete e rischio cardiovascolare: scoperta causa. In un recente studio dell’Università di Oxford è stato scoperto che livelli alti di glucosio nel sangue possono “riprogrammare” l’azione delle cellule staminali, provocando un aumento del rischio di aterosclerosi. Infatti, la glicemia condizione tipica del diabete, può modificare le cellule staminali del midollo osseo e farle diventare macrofagi. Come conseguenza si innesca un’infiammazione ed una produzione di placche aterosclerotiche, le quali sono rischiose per l’insorgenza di varie patologie fra cui principalmente l’infarto.

Questa scoperta pubblicata su Circulation, è davvero molto importante e rappresentare la spiegazione del perché i diabetici sono soggetti ad un maggiore rischio di infarto, anche quando i livelli di glucosio nel sangue vengono riportati sotto controllo.

Grazie ai dati ottenuti si è forse giunti alla soluzione del paradosso che medici e scienziati hanno affrontato da decenni.

La scoperta sui topi

I ricercatori hanno eseguito degli esperimenti su topi diabetici e topi sani. Hanno prelevato cellule staminali del loro midollo osseo e le hanno trapiantate in topi con livelli normali di glucosio nel sangue.

Si è osservato che i topi che ricevevano le cellule staminali dai topi diabetici sviluppavano quasi il doppio delle placche aterosclerotiche rispetto ai topi che avevano ricevuto le cellule staminali dai topi non diabetici. Quello che è emerso è che il midollo osseo estratto dai topi diabetici sembrava mantenere il ricordo dell’esposizione ad alti livelli di glucosio anche quando era iniettato nei topi sani.
I ricercatori in tal modo hanno scoperto che i macrofagi dei topi sani che avevano però ricevuto le cellule staminali dei topi diabetici erano stati modificati permanentemente e ciò produceva l’infiammazione.

Diabete causa modifiche permanenti nel sistema immunitario e maggiore rischio di infarto

Robin Choudhury, professore di medicina cardiovascolare a Oxford e nuovo degli autori principali dello studio, spiega: “Il nostro studio è il primo a dimostrare che il diabete provoca cambiamenti a lungo termine nel sistema immunitario e come questo potrebbe spiegare l’aumento sostenuto del rischio di infarto”.

Alla luce di questa scoperta, il ricercatore crede che sia probabile che molte persone diabetiche non siano sottoposte ad adeguate cure che le preservi dal rischio più grave, ovvero quello di imbattersi in patologie cardiache o dell’apparato circolatorio. I risultati della ricerca potrebbero invece portare a sviluppare nuove terapie contro le complicanze del diabete.

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