Alzheimer scoperta una possibile causa

Alzheimer scoperta una possibile causa

Alzheimer scoperta una possibile causa. Un gruppo di ricercatori della Curtin University ha riscontrato che l’accumulo delle proteine betamiloidi potrebbe essere causato da una fuoriuscita dal sangue nel cervello di particelle che trasportano il grasso (lipoproteine) e proteine tossiche.

Percorso sangue-cervello legato all’Alzheimer

I ricercatori hanno scoperto che c’è un percorso sangue-cervello che potrebbe essere la causa dello sviluppo della patologia. Sapendo che l’accumulo di proteine beta-amiloidi è la principale causa dell’Alzheimer, si cerca da anni di scoprire dove esse vengano prodotte.

Questo nuovo studio mette luce sul meccanismo di accumulo di tali proteine.

“Mentre in precedenza sapevamo che la caratteristica distintiva delle persone che vivono con la malattia di Alzheimer era il progressivo accumulo di depositi di proteine ​​tossiche all’interno del cervello chiamate beta-amiloide, i ricercatori non sapevano da dove provenisse l’amiloide, o perché si depositasse nel cervello”, ha detto il professor Mamo, principale autore della ricerca.

“Questo ‘percorso sangue-cervello’ è significativo perché se siamo in grado di gestire i livelli nel sangue di lipoproteina-amiloide e prevenire la loro fuoriuscita nel cervello, questo apre potenziali nuovi trattamenti per prevenire l’Alzheimer e rallentare la perdita di memoria”.

Studio dimostrato sui topi

Basandosi su una precedente ricerca che mostrava che la beta-amiloide arriva dall’esterno del cervello (con le lipoproteine), il team del prof. Mamo ha eseguito esperimenti sui topi. I soggetti che producevano più lipoproteina-amiloide nel fegato finivano poi per soffrire di infiammazione al cervello e, conseguentemente, di aumentata morte neuronale e di perdita di memoria.

“Come avevamo previsto, lo studio ha scoperto che i modelli murini che producono lipoproteina-amiloide nel fegato hanno sofferto di infiammazione nel cervello, hanno accelerato la morte delle cellule cerebrali e la perdita di memoria”, ha detto il prof. Mamo.

Saranno necessari ulteriori studi per capire la correlazione anche nell’essere umano.

“Anche se ora sono necessari ulteriori studi, questa scoperta mostra che l’abbondanza di questi depositi di proteine ​​tossiche nel sangue potrebbe essere potenzialmente affrontata attraverso la dieta di una persona e alcuni farmaci che potrebbero colpire specificamente l’amiloide lipoproteica, riducendo quindi il loro rischio o rallentando la progressione del morbo di Alzheimer”.

Lo studio è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista PLOS Biology.

(Fonte: New Curtin research identifies likely cause of Alzheimer’s disease)
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